Irlanda del Nord

Irlanda del Nord
Nazione costitutiva
Northern Ireland (EN)
Tuaisceart Éireann (GA)
Norlin Airlann (SCO)
Irlanda del Nord – Stemma Irlanda del Nord – Bandiera
( dettagli) ( dettagli)
Irlanda del Nord – Veduta
Belfast City Hall nel 2007
Localizzazione
Stato Regno Unito  Regno Unito
Amministrazione
Capoluogo Belfast
Primo Ministro Arlene Foster ( DUP) dall'11/01/2016
Lingue ufficiali Inglese, irlandese, Ulster Scots
Data di istituzione 1920
Territorio
Coordinate
del capoluogo
54°35′46″N 5°54′50″W / 54°35′46″N 5°54′50″W / Irlanda del Nord) Coordinate: 54°35′46″N 5°54′50″W / 54°35′46″N 5°54′50″W / Irlanda del Nord)
Superficie 13 843 km²
Abitanti 1 799 392 (stima 2010)
Densità 129,99 ab./ km²
Altre informazioni
Fuso orario UTC+0
ISO 3166-2 GB-NIR
Nome abitanti Nordirlandesi
Patrono San Patrizio
Rappresentanza parlamentare 18 membri
Motto (LA) Quis separabit? ("Chi separerà?")
Cartografia
Irlanda del Nord – Localizzazione

L'Irlanda del Nord ( inglese: Northern Ireland, irlandese: Tuaisceart Éireann) è una delle quattro nazioni costitutive del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord. Oltre che come nazione, è variabilmente descritta come stato, regione o provincia del Regno Unito a seconda dei contesti [1] [2] [3].

Copre un'area di 13.843 km² nella parte nord-orientale dell' isola d'Irlanda e confina a sud con la Repubblica d'Irlanda.

A partire dalla firma dell' Accordo del Venerdì Santo nel 1998, l'Irlanda del Nord ha ampi margini di auto-governo all'interno del Regno Unito. Secondo l'accordo, l'Irlanda del Nord coopera con la Repubblica d'Irlanda in alcuni ambiti, mentre altri temi sono riservati al governo britannico, anche se la Repubblica d'Irlanda "può proporre nuovi punti di vista e opinioni" con "sforzi determinati a risolvere i disaccordi tra i due governi". [4]

L'Irlanda del Nord fu creata nel 1921, quando l'Irlanda fu divisa tra Irlanda del Nord e Irlanda del Sud con una legge del 1920 del Parlamento del Regno Unito. Diversamente dall'Irlanda del Sud, che sarebbe divenuta lo Stato Libero d'Irlanda nel 1922, la maggioranza della popolazione dell'Irlanda del Nord era unionista e lealista, e voleva restare all'interno del Regno Unito. [5] Gran parte della popolazione era protestante e discendente di coloni della Gran Bretagna; tuttavia, una minoranza significativa, principalmente cattolica, era nazionalista e repubblicana, e voleva pertanto una Irlanda unita indipendente dal dominio britannico. [6] [7] [8] [9] Oggi, i primi si descrivono generalmente come britannici, mentre i secondi come irlandesi; alcune persone di entrambe le comunità si definiscono nord-irlandesi. [10] Storicamente, l'Irlanda del Nord era segnata da discriminazione e ostilità tra le due comunità, in quella che David Trimble, vincitore del Premio Nobel per la pace, definì una "casa fredda" per i cattolici. Verso la fine degli anni sessanta, i conflitti tra le due comunità e le forze statali coinvolte, sfociarono nei tre decenni di violenze note come " Conflitto nordirlandese" (o "The Troubles" in lingua inglese), che costarono la vita a oltre 3.000 persone e causarono oltre 50.000 vittime. [11] L'Accordo del Venerdì Santo del 1998 fu un grande passo in avanti nel processo di pace, anche se il confessionalismo e la segregazione religiosa rimangono ancora gravi problemi sociali.

L'Irlanda del Nord è stata storicamente la regione più industrializzata dell'isola. Dopo il declino seguito al periodo di turbolenza politica e sociale dei Troubles, [12] la sua economia è cresciuta fortemente a partire dalla fine degli anni novanta. Ciò fu dovuto in parte al "dividendo di pace" e in parte a causa dell'aumento dei commerci con la Repubblica d'Irlanda, maggiore libertà di movimento dovuta alla fine dei controlli di sicurezza dell' Esercito Britannico e una netta diminuzione dei problemi di sicurezza. Tutto questo ha portato all'aumento del turismo, investimenti e commerci da tutto il mondo. La disoccupazione nell'Irlanda del Nord ha toccato il suo massimo nel 1986, con il 17,2%, per poi scendere fino al 6,1% nell'agosto 2014 e per poi decrescere ulteriormente dell'1,2% nel corso dell'anno, [13] in maniera simile al 6,2% del complesso del Regno Unito. [14] Il 58,2% dei disoccupati non ha occupazione da oltre un anno.

Le principali personalità artistiche e sportive dell'Irlanda del Nord includono Van Morrison, Rory McIlroy, Joey Dunlop e George Best. Alcuni che provengono dall'Irlanda del Nord preferiscono definirsi irlandesi, come ad esempio il poeta Seamus Heaney e l'attore Liam Neeson. I legami culturali tra Irlanda del Nord, il resto dell'Irlanda e la parte restante del Regno Unito sono complessi, in quanto l'Irlanda del Nord gode di un mix culturale che proviene dall'Irlanda e dal Regno Unito. In molti sport, l'isola dell'Irlanda compete con un'unica squadra, con l'eccezione del calcio. L'Irlanda del Nord compete singolarmente ai Giochi del Commonwealth, e gli atleti della nazione possono competere sia con la Gran Bretagna, sia con l' Irlanda ai Giochi olimpici.

Storicamente l'isola d'Irlanda, in quanto territorio appartenente al Regno Unito, ha avuto come motto Quis separabit? (in latino significa Chi potrà separarci?). Dopo lo scoppio dei Troubles è stato adottato dall' UDA.

Storia

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'Irlanda del Nord.

L'area oggi conosciuta come Irlanda del Nord ha una storia molto variegata. Dall'essere la culla del nazionalismo irlandese, all'epoca in cui in altre parti dell'Irlanda si diffondevano gli insediamenti voluti da Elisabetta I e Giacomo I d'Inghilterra, divenne essa stessa la principale area di insediamento dei coloni provenienti dalla Scozia. Ogni giorno, l'Irlanda del Nord è un caleidoscopio di rivalità, rappresentato a Belfast da intere comunità che sventolano il tricolore della repubblica d'Irlanda o la Union Flag, che simboleggia l'identità britannica, mentre anche nelle zone meno popolate, perfino i paracarri sono dipinti di verde bianco e arancio o in rosso bianco e blu, a seconda se la comunità locale è nazionalista/repubblicana o unionista/lealista.

Il periodo dell'autogoverno

Nel 1920 fu concesso l'auto-governo benché non fosse stato richiesto e anzi era avversato da alcuni esponenti politici locali, come sir Edward Carson. Il governo locale, guidato da James Craig e dai primi ministri che gli succedettero, avviò una politica di discriminazione nei confronti della minoranza nazionalista/cattolica, che si sentiva molto più legata alla neonata Repubblica d'Irlanda che alla corona britannica.

Usando le parole del leader unionista David Trimble (primo ministro dell'Irlanda del Nord e premio Nobel per la pace nel 1998), l'Irlanda del Nord divenne "un luogo freddo per i cattolici". I distretti elettorali vennero modellati in modo tale ( gerrymandering) che il controllo dei consigli cittadini venisse assicurato ai protestanti. A questo fine vennero anche stretti accordi elettorali che davano alle imprese alcune agevolazioni in cambio di voti.

Negli anni sessanta, il primo ministro unionista moderato Terence O'Neill cercò di riformare il sistema, ma incontrò la dura opposizione dei leader estremisti protestanti come il reverendo Ian Paisley. La crescente pressione per le riforme da parte dei nazionalisti e la totale chiusura da parte degli estremisti unionisti portò alla nascita di un movimento per i diritti civili guidato da figure come John Hume, Austin Currie e altri. Gli scontri tra i manifestanti e le forze di polizia britanniche ( Royal Ulster Constabulary) alzarono il livello della disputa. L'esercito britannico venne inizialmente inviato nell'Ulster dal ministro dell'interno britannico James Callaghan, per proteggere i nazionalisti dagli attacchi, e all'inizio fu accolto calorosamente dalla popolazione.

Il conflitto armato degli anni settanta e ottanta

La situazione, però, si infiammò il 30 gennaio 1972, quando dei paracadutisti britannici uccisero a Derry quattordici civili disarmati. Per reazione all'eccidio (passato alla storia come domenica di sangue o Bloody sunday), i nazionalisti si rivoltarono contro l'esercito britannico. In poche settimane, in seguito al diniego del governo unionista guidato da Brian Faulkner di cedere al governo britannico i poteri relativi a giustizia e ordine pubblico, il parlamento dell'Irlanda del Nord venne sospeso e Londra riprese il governo della provincia (Direct Rule) il 24 marzo 1972.

L'apparizione della Provisional IRA (un gruppo di fuoriusciti dall' Official IRA), e la campagna di violenza condotta da gruppi terroristici lealisti quali l' Ulster Defence Association e altri, portò l'Irlanda del Nord sull'orlo della guerra civile. Lungo tutti gli anni settanta e ottanta, gli estremisti di entrambi gli schieramenti portarono avanti una serie di omicidi, attentati e ferimenti, spesso ai danni di civili innocenti.

Alcuni politici britannici, soprattutto l'ex ministro laburista Tony Benn, furono fautori del ritiro della Gran Bretagna dall'Irlanda. I vari governi irlandesi espressero tuttavia un forte dissenso, prefigurando il rischio di ulteriori scontri e di esodi di massa dei nazionalisti nelle contee occidentali e dei lealisti verso le contee orientali. La paura più forte era quella di una guerra civile che avrebbe coinvolto anche Repubblica d'Irlanda e Scozia, che avevano forti legami con le comunità nordirlandesi.

La pace degli anni novanta

Dopo aver provato senza successo nuovi sistemi di governo, si arriva agli anni novanta, durante i quali, il fallimento della campagna dell'IRA per l'ottenimento del supporto delle masse o il ritiro britannico, e in particolare il disastro sul piano delle relazioni pubbliche seguito alla strage di Enniskillen e il cambio ai vertici repubblicani tra Ruairí Ó Brádaigh e Gerry Adams, videro un allontanamento dal conflitto armato a favore dell'impegno politico.

Questi cambiamenti furono seguiti dalla comparsa di nuovi leader a Dublino ( Albert Reynolds), Londra ( John Major e poi Tony Blair) e nello schieramento unionista ( David Trimble). I contatti inizialmente stabilitisi tra Adams e John Hume, capo del Partito Social Democratico Laburista, sfociarono in negoziati che coinvolgevano tutte le parti in causa e produssero l'accordo di Belfast del 10 aprile 1998 (più noto come accordo del Venerdì Santo), che il mese successivo fu approvato a maggioranza da entrambe le comunità in Irlanda del Nord, chiamate ad esprimersi in referendum separati. Contestualmente, fu emendata la costituzione della Repubblica d'Irlanda, nella quale scomparve la rivendicazione dei territori nordirlandesi e fu esplicitato il riconoscimento del diritto di esistere dell'Irlanda del Nord, fatto salvo il desiderio nazionalista di una Irlanda unita.

Con l'Accordo del Venerdì Santo, fu reintrodotto il parlamento nordirlandese e si stabilì che il governo locale avrebbe rispettato nella sua composizione la rappresentatività di tutti i maggiori partiti. Il leader unionista David Trimble guidò il primo governo dell'Irlanda del Nord dopo la stipula dell'accordo del Venerdì santo. Per un presunto ritardo da parte dell'IRA nell'implementare lo smantellamento del proprio arsenale e la scoperta di una rete di spionaggio dell'IRA operante all'interno delle istituzioni, l'assemblea e l'esecutivo furono sospesi, ma la situazione tornò serena nel volgere di breve tempo.

Il cambiamento di clima venne rappresentato dalla visita di Elisabetta II alla sede del Parlamento a Stormont, dove incontrò i rappresentanti unionisti così come quelli nazionalisti, e parlò del diritto dei cittadini nordirlandesi che si sentono irlandesi di essere trattati con eguali diritti di quelli che si sentono Britannici. Similmente, il presidente irlandese Mary McAleese, nella sua visita, si incontrò con i ministri nazionalisti e con i locali rappresentanti della corona di ogni contea.

Le elezioni del 2016 hanno assegnato la maggioranza relativa al Partito Unionista Democratico (DUP), con il 29,2% dei consensi, davanti al Sinn Féin (24%), al Partito Unionista dell'Ulster (UUP, 12,6%) e al Partito Socialdemocratico e Laburista (SDLP, 12%). Il governo di coalizione è guidato dal leader unionista Arlene Foster del DUP, mentre il vice ministro è Martin McGuinness del Sinn Féin.

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